Libertà per i burattinai

Nel corso di un evento organizzato dal Comune di Madrid nell’ambito dei festeggiamenti del Carnevale, due burattinai sono stati arrestati con l’accusa di apologia del terrorismo. Gli artisti avevano messo in scena esattamente quello che poi è accaduto loro. Nella loro opera un personaggio (una strega) è vittima del montaggio organizzato da un altro personaggio (un poliziotto), il quale le piazza addosso un cartello con la scritta “GORA ALKA-ETA” mentre si trova a terra svenuta, per poi accusarla di terrorismo. Un terzo personaggio (un giudice) la condanna quindi a morte per impiccagione. È questo cartello “Gora Alka-ETA”(Viva Alka-ETA, ndT) ciò che ha spinto un giudice ad accusare i burattinai di apologia del terrorismo. La differenza tra il giudice che nel racconto condanna la strega e il giudice reale che condanna i burattinai è il materiale di cui sono fatti: il primo è fatto di stracci, il secondo, purtroppo, no: è un ex poliziotto franchista che adesso è giudice della Audicencia Nacional (un tribunale speciale chiamato a decidere soprattutto su temi legati a terrorismo e narcotraffico, NdT).

Non sorprende che un giudice con questo curriculum attacchi la libertà di espressione e di creazione popolare, e abbia decretato il carcere, senza cauzione, per i due burattinai. Da tempo assistiamo a misure repressive simili e ne siamo oggetto sotto molte forme: le nuove leggi repressive (Ley Mordaza), gli arresti nei loro domicili di compagne e compagni attivisti, la riforma del codice penale, le multe, gli attacchi ingiustificati da parte della polizia alla sede di partiti politici e centri sociali, le incarcerazioni per aver preso parte a manifestazioni…

In questa storia ci sono però altri due personaggi: i mass media e il Comune di Madrid. I media in generale hanno aderito alla versione del giudice sapendo che si tratta di una menzogna, per attaccare la nuova amministrazione comunale della città (Ahora Madrid). L’Amministrazione di Madrid, da parte sua, invece di difendere i due burattinai che lei stessa ha ingaggiato e la loro libertà di espressione, ha deciso di denuniciarli per inadempimento del contratto.  

Troppi pupazzi in una storia che sarebbe ridicola se non ci fossero due innocenti in prigione.  Visti i fatti, l’Assemblea Libertad Titiriteros (Assemblea Libertà Burattinai) esige:

1 Il rilascio immediato, senza imputazioni, dei burattinai arrestati

2 Il ritiro della denuncia presentata dal Comune di Madrid

3 L’accertamento delle responsabilità dell’istituzione giudiziaria che ha decretato la prigione senza cauzione per un delitto inesistente

La nostra mobilitazione continuerà fino a quando non verrà rispettata la libertà despressione, finché l’arte popolare sarà oggetto di persecuzione e fino a quando i nostri compagni non usciranno di prigione. Ci vogliono soli e sole, rispondiamo con la nostra solidarietà.

 L’arte popolare non è illegale

Libertà per i burattinai

Stop repressione

 

Puoi aderire a questo appello inviando una mail a titiriteroslibertad@riseup.net